Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 29 ottobre

7 Ricorrenze per il 29 ottobre

Nasceva Rino Gaetano

(Crotone, 29 ottobre 1950 – Roma, 2 giugno 1981)

Oggi si ricorda il compleanno del cantautore Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, ricordato per la sua voce ruvida, per l’ironia e i nonsense caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati.
Rimasto profondamente legato alle sue origini calabresi, rifiutò ogni sorta di etichetta e, a differenza di numerosi suoi contemporanei, evitò di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi componimenti non mancano di riferimenti e critiche alla classe politica italiana: Gaetano arrivò in alcuni suoi brani a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e non solo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono più volte segnati dalla censura. Il 31 maggio Gaetano fece la sua ultima apparizione in TV cantando “E io ci sto” nel programma Crazy Bus. In quei giorni incise alcune canzoni insieme ad Anna Oxa come “Il Leone e La Gallina” di Mogol e Lucio Battisti.
La carriera e la vita di Rino Gaetano si interruppero tragicamente il 2 giugno 1981 all’età di trent’anni in seguito ad un incidente stradale. Già l’8 gennaio un fuoristrada contromano aveva spinto la Volvo di Gaetano contro il guard rail: il cantante rimase incredibilmente illeso, mentre la sua auto venne completamente distrutta. Gaetano aveva deciso poi di acquistare una nuova Volvo 343 grigio metallizzato. Quel 2 giugno, verso le tre di notte, dopo una serata passata nei locali, stava tornando a casa, da solo, a bordo della sua auto. Alle 3:55, mentre percorreva via Nomentana (Roma), a livello dell’incrocio di via Carlo Fea, cadde con la testa sul volante e la sua vettura invase la corsia opposta. Il camionista che sopraggiunse nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto era ormai inevitabile. La parte anteriore e il lato destro della Volvo vennero distrutti, Gaetano batté violentemente la testa contro il vetro e il petto sul volante, e perse conoscenza. L’autopsia rivelò un possibile collasso prima dell’incidente mentre il camionista raccontò di aver visto Gaetano accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi qualche attimo prima dell’impatto. Arrivarono i soccorsi, Gaetano era in coma e, giunto al Policlinico Umberto I, riportava una frattura alla base cranica, varie ferite a livello della fronte, una frattura malare destra e una sospetta frattura allo sterno. Tuttavia il Policlinico non aveva un reparto per i craniolesi e il medico di turno, il dottor Novelli, tentò invano di contattare un altro ospedale dotato di un reparto di traumatologia cranica. Vennero contattati telefonicamente il San Giovanni, il San Camillo, il CTO della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri, ma non si riuscì a trovare un posto disponibile. Così, Gaetano alle sei del mattino spirò. Vi furono successivamente molte polemiche per via del mancato ricovero e venne aperta anche un’inchiesta.
Il 4 giugno si tennero i funerali nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, quella in cui Gaetano avrebbe dovuto sposarsi da lì a poco. Alle esequie parteciparono parenti, amici, personaggi della musica, dirigenti della RCA e fan. Inizialmente venne sepolto nel piccolo cimitero di Mentana, poi il 17 ottobre venne trasferito al cimitero del Verano, dove la sua salma si trova tuttora.

Nasceva Kevin DuBrow

(Hollywood, 29 ottobre 1955 – Las Vegas, 25 novembre 2007)

Oggi si ricorda il compleanno di Kevin DuBrow, il compianto cantante dei Quiet Riot. Il giovane Kevin DuBrow crebbe a Hollywood, Los Angeles, California, prima di trasferirsi verso le periferie di Los Angeles a Van Nuys verso i 13 anni. Intorno a quest’età comincia ad apprezzare diversi gruppi rock britannici come i Small Faces, Spooky Tooth, Rod Stewart e Humble Pie. Furono proprio questi a far avvicinare Kevin al mondo della musica e ad indurlo ad intraprendere una carriera musicale.
DuBrow fonda i Quiet Riot nel 1975 assieme al chitarrista Randy Rhoads. Il nome venne preso da Richard Parfitt, chitarrista del gruppo inglese Status Quo. La prima formazione era composta da Dubrow come cantante, Kelly Garni al basso, Drew Forsyth alla batteria e il leggendario Randy Rhoads alla chitarra. Inizia ufficialmente l’avventura dei Quiet Riot. Registrano il loro primo EP nel maggio 1975, con la casa discografica del loro manager, la Magic Wand Records. Finalmente riuscirono a firmare un accordo per la CBS/Sony in Giappone, con cui pubblicarono due album; l’omonimo “Quiet Riot” nel 1978 e “Quiet Riot II” nel 1979, i quali non vennero però pubblicati negli U.S.A., la loro nazione d’origine, ma solo in Giappone, a causa del contratto con l’etichetta giapponese. Nel 1978, il primo bassista Kelly Garni venne sostituito da Rudy Sarzo che registrò il secondo album. I due dischi però non ottennero un gran successo e nel 1979 il gruppo si sciolse.
Il chitarrista Rhoads e il bassista Rudy Sarzo entrarono a far parte della band di Ozzy Osbourne nel 1980. Con lui, Rhoads pubblicherà l’album “Blizzard of Ozz” (1981) e “Diary of a Madman” (1981) e il live “Tribute” (1987).
Nel 1981, Kevin incontra a Los Angeles il batterista Frankie Banali, il chitarrista Carlos Cavazo e suo fratello Tony Cavazo al basso, con cui decide di intraprendere un nuovo progetto chiamato i DuBrow. La band però non riuscì ad emergere. In seguito alla tragica morte di Randy Rhoads in un incidente aereo nel marzo 1982 durante il “Diary of a Madman tour” con Ozzy, il bassista Rudy Sarzo abbandonò Ozzy e tornò a Los Angeles rincontrando DuBrow, ed entrando nella sua band a sostituzione del bassista provvisorio Tony Cavazo. La formazione venne completata e la band decise di riprendere il nome di Quiet Riot, mentre il produttore Proffer trovò un accordo per la Pasha Records che convinse finalmente la Sony a firmare un contratto.
Esordirono con l’album “Metal Health” nel 1983 è sarà l’inizio di una serie di successi. Ma già dal secondo album della formazione “Condition Critical“, nel 1984 la band cominciò a declinare per poi arrivare al culmine con “QRIII” (1986) dalle sonorità più melodiche, che vendette solamente mezzo milione di copie. Tutto ciò portò DuBrow a lasciare la band nel 1987. Egli fu sostituito dal cantante dei Rough Cutt, Paul Shortino con cui la band pubblicò l’album “Quiet Riot” nel 1988. Il disco non vendette bene, Frankie Banali entrò nei W.A.S.P. e la band si sciolse di nuovo nel 1988.
Nel periodo di inattività della band, DuBrow, che aveva mantenuto un rapporto d’amicizia con Carlos Cavazo, fondò il progetto chiamato Heat. Il gruppo riprese il nome di Quiet Riot arruolando l’ex batterista dei Rainbow, Bobby Rondinelli e il bassista Kenny Hillery. Passano due anni, e la band pubblica “Terrified“.
Il 25 novembre 2007, è stato riportato sul sito web The Eye Vegas che Kevin DuBrow è stato trovato morto nel suo appartamento quel giorno. Nessuna ulteriore informazione è stata fornita. Il batterista Frankie Banali ha confermato la morte in una email a Spagna The Metal Circus. Banali ha scritto: “Si prega di rispettare la mia privacy come io piango la scomparsa e di onorare la memoria del mio caro amico Kevin DuBrow.”
Successivamente è stato reso noto che la morte di DuBrow venne causata da un’overdose di cocaina. Il canale KTNV di Las Vegas riportò la notizia che DuBrow era morto 6 giorni prima del suo ritrovamento, il 19 novembre, 2007. DuBrow venne sepolto al Pacific View Cemetery di Corona del Mar, California, vicino al suo patrigno, Harold Mandell. I funerali si svolsero il 1º dicembre, 2007.

Esce “Hemispheres

29 ottobre 1978: “Hemispheres” è il sesto album in studio della band progressive rock canadese Rush. L’album è stato registrato ai Rockfield Studios in Galles, le linee vocali sono state registrate presso l’Advision Studios di Londra ed il mixaggio presso il londinese Trident Studios. “Hemispheres” è stato certificato disco d’oro dalla RIAA il 14 dicembre 1978 e disco di platino il primo dicembre 1993. Nell’album sono presenti tutti gli elementi già contenuti nel precedente lavoro ed in generale tipici del progressive (lunghe suite, ritmi e tempi complessi, ecc.). Di solito viene considerato il terzo album della fase progressive del gruppo.
La lunga e complessa suite d’apertura è strettamente legata all’ultimo brano dell’album precedente. Il lungo pezzo strumentale “La Villa Strangiato“, nato da alcuni sogni di Lifeson, presenta un arrangiamento molto complesso e rimane uno dei pezzi più amati dai fans del gruppo. I due pezzi rimanenti, pur presentando un minutaggio più contenuto, presentano comunque arrangiamenti complessi ed arditi.
Le session per la registrazione dell’album si rivelarono più difficoltose del previsto, in particolar modo per quanto riguarda le linee vocali. Alle sei settimane inizialmente previste per la registrazione di “Hemispheres” se ne aggiunsero altre quattro, ed il cantato venne registrato nel tempo programmato per il mixaggio dell’album.

Tracce

Cygnus X-1 Book II: Hemispheres – 18:05
I: Prelude – 0:00
II: Apollo Bringer of Wisdom – 4:29
III: Dionysus Bringer of Love – 7:00
IV: Armageddon The Battle of Heart and Mind – 9:05
V: Cygnus Bringer of Balance – 12:00
VI: The Sphere A Kind of Dream – 17:02
Circumstances – 3:40
The Trees – 4:42
La Villa Strangiato – 9:34

Formazione

Geddy Lee – basso, voce, tastiere, pedali Moog Taurus
Alex Lifeson – chitarre elettriche ed acustiche a 6 o 12 corde, chitarra classica, guitar synth, pedali Moog Taurus
Neil Peart – batteria e percussioni

Esce “Exit…Stage Left

29 ottobre 1981: “Exit…Stage Left” è il secondo live ufficiale della progressive rock band canadese Rush. L’album fu certificato disco d’oro dalla RIAA il 5 gennaio 1982 e disco di platino il 9 novembre 1987. Tutte le tracce furono registrate tra il 1980 (da entrambi i concerti tenuti a Glasgow), durante il “Permanent Waves Tour“, ed il 1981 (concerto di Montreal), durante il tour di “Moving Pictures“.
Va segnalata la presenza del breve inedito strumentale di Alex Lifeson, “Broon’s Bane“.
Con questo live album si conclude quella che solitamente viene definita come la II Fase del gruppo, ossia quella più legata a sonorità progressive rock.
Originariamente l’album venne pubblicato come doppio disco in vinile; in seguito venne realizzato in versione cd con l’omissione della traccia “A Passage to Bangkok“. Nella versione remastered del 1997 il brano venne nuovamente incluso nella track list.

Tracce

1. The Spirit of Radio – 5:11
2. Red Barchetta – 6:46
3. YYZ – drum solo – 7:43
4. A Passage to Bangkok – 3:45
5. Closer to the Heart – 3:08
6. Beneath, Between & Behind – 2:34
7. Jacob’s Ladder – 8:46
8. Broon’s Bane – 1:37
9. The Trees – 4:50
10. Xanadu – 12:09
11. Freewill – 5:31
12. Tom Sawyer – 4:59
13. La Villa Strangiato – 9:37

Formazione

Geddy Lee – basso, voce, sintetizzatore
Alex Lifeson – chitarra elettrica e acustica
Neil Peart – batteria e percussioni

Esce “Perfect Strangers

29 ottobre 1984: “Perfect Strangers” è l’undicesimo album in studio dei Deep Purple ed è anche l’album che segna il loro ritorno sulle scene, (separati dopo la morte del chitarrista Tommy Bolin nel periodo della Mark IV nel 1976).
Ritchie Blackmore, dopo aver sciolto i Rainbow, decide di contattare i membri della Mark II (1969-1973) dei Deep Purple. Gli altri accettano ed ecco ritornare i Deep Purple.
Il pubblico accolse molto bene il gran ritorno con questo album che vede dei Deep Purple sempre in forma, ma al passo coi tempi. I dissapori tra Gillan e Blackmore sembrano essersi placati e tutto sembra andare per il verso giusto. Infatti, dopo la pubblicazione di questo album, il gruppo parte in tournée per tutto il mondo per salutare i vecchi fan e per acquistarne di nuovi.
L’album raggiunge la prima posizione in Svizzera, la seconda in Germania e Norvegia, la terza in Svezia e la quinta in Austria e Regno Unito.

Tracce

1 Knocking at Your Back Door – 7:09
2 Under the Gun – 4:40
3 Nobody’s Home – 4:01
4 Mean Streak – 4:26
5 Perfect Strangers – 5:31
6 A Gypsy’s Kiss – 5:14
7 Wasted Sunsets – 3:58
8 Hungry Daze – 5:01
9 Not Responsible – 4:53
10 Son of Alerik – 10:01 (non compare su vinile o cassetta, usata come b-side e sulla versione 12″ e CD di “Perfect Strangers”)

Formazione

Ian Gillan – voce
Ritchie Blackmore – chitarra
Jon Lord – organo, tastiere e synth
Roger Glover – basso
Ian Paice – batteria

Esce “Power Windows

29 ottobre 1985: “Power Windows” è l’undicesimo album del gruppo progressive rock canadese Rush. Registrato tra gli studi The Manor, Sarm East (Inghilterra) ed AIR Studios (Montserrat) è stato pubblicato dalla Anthem Records e distribuito dalla Mercury Records. È stato certificato disco d’oro dalla RIAA il 18 dicembre 1985 e disco di platino 27 gennaio 1986.
Power Windows” si aggiudica un Juno Award nel 1986 per la grafica dell’album.
I Rush registrarono questo album avvalendosi della collaborazione del produttore Peter Collins, in un finalmente ritrovato clima di serenità e rilassatezza. L’apporto del nuovo produttore portò all’introduzione di nuovi elementi negli arrangiamenti, quali cori, orchestrazioni o nella sovraincisione delle linee vocali, tanto che Neil Peart definì l’album come “pazzescamente iperprodotto”.
I pezzi dell’album sono legati tra loro da un’unica tematica, il “potere”. Tra i brani più interessanti ed apprezzati vanno citati “The Big Money“, “Manhattan Project“, “Marathon” e “Mystic Rhythms“.

Tracce

1. The Big Money – 5:35
2. Grand Designs – 5:06
3. Manhattan Project – 5:05
4. Marathon – 6:09
5. Territories – 6:19
6. Middletown Dreams – 5:15
7. Emotion Detector – 5:10
8. Mystic Rhythms – 5:53

Formazione

Geddy Lee – basso elettrico, voce, tastiere, bass pedals
Alex Lifeson – chitarra elettrica ed acustica
Neil Peart – batteria e percussioni acustiche ed elettroniche

Esce “Parallels

29 ottobre 1991: “Parallels” è il sesto album in studio dei Fates Warning. Il disco comporta un’altra svolta nella ricerca stilistica del gruppo. Se, da un lato, l’album prosegue il percorso melodico ed intimista di “Perfect Symmetry“, dall’altro presenta una maggiore focalizzazione alla forma canzone “semplice”; ad eccezione di brani come “The Eleventh Hour” e “Life in Still Waters.
Parallels” è composto da pezzi più accessibili rispetto al passato e dall’appeal radiofonico, vicini al percorso degli anni ’80 dei Rush e quello dei Queensrÿche dagli anni’90. Prodotto da Terry Brown, noto per la sua collaborazione con i Rush, da questo lavoro verranno estratti due videoclip: “Eye to Eye” e “Point of View“.
Il disco non riesce ad entrare in Billboard 200, pur ottenendo un buon successo.
Il 16 marzo 2010 la Metal Blade Records pubblica una versione speciale del disco, che include il disco con le tracce rimasterizzate, un CD di bonus ed un DVD.

Tracce

1. Leave the Past Behind – 6:14
2. Life in Still Water – 5:44
3. Eye to Eye – 4:06
4. The Eleventh Hour – 8:12
5. Point of View – 5:07
6. We Only Say Goodbye – 4:56
7. Don’t Follow Me – 4:41
8. The Road Goes on Forever – 6:31

Formazione

Ray Alder – voce
Jim Matheos – chitarra
Frank Aresti – chitarra
Joe DiBiase – basso
Mark Zonder – batteria e percussioni

Potrebbe Interessarti Anche

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.