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Recensione di Radiohead – “A Moon Shaped Pool”

L’uscita di un nuovo album dei Radiohead è un evento eccezionale che mobilita fan, critici, non fan, giornalisti…. a 5 anni di distanza dall’uscita del minimale e non molto apprezzato “The King of Limbs” arriva il nono album in studio della band di Abingdon: “A Moon Shaped Pool“.

L’album è stato promosso e lanciato come da tradizone radioheadiana: sono stati chiusi improvvisamente tutti gli account social della band, enigmatiche cartoline sono state inviate ad una selezione di fan… E poi è uscito il video di “Burn the Witch“, video in Claymotion, seguito da quello di “Daydreaming” (diretto da Paul Thomas Anderson). Un paio di giorni dopo viene annunciata l’uscita di “Moon Shaped Pool” in formato digitale. Per l’edizione in CD ed LP abbiamo dovuto aspettare, invece, il 19 Giugno.
A Moon Shaped Pool” contiene, in realtà, pochi pezzi nuovi e diversi pezzi che avevamo gia sentito: “Burn the Witch” è un pezzo che risale ai primi anni del 2000, “True Love Waits” l’avevamo gia ascoltata (in versione acustica) sull’EP live del 2001 “I Might be Wrong“, “Identikit“, “Ful Stop” e ancora, “True Love Waits” sono state suonate live dalla band in diverse occasioni mentre “Present Tense“, “The Number” e “Desert Island Disk” erano state presentate non dalla band ma dal solo Thom Yorke.

Nonostante questo l’album ha una sua precisa identità ed i brani, presentati stranamente in un quasi perfetto ordine alfabetico (fa eccezione la sola “The Numbers“) , sono tasselli insostituibili e che scorrono in maniera incredibilmente fluida dall’inizio alla fine…. tanto da non avere il coraggio di premere il tasto “Stop” finché non risuona l’ultima nota dell’ultimo brano dell’album.
Si perchè, a mio parere, questo è un grande album e necessita di parecchi ascolti per poter essere metabolizzato e giudicato in maniera più approfondita ed inoltre ha un valore complessivo che va al di là della somma delle singole parti; i brani, presi singolarmente, conservano la loro forza e bellezza ma quello di “A Moon Shaped Pool” è a mio parere un unico, lungo discorso musicale che va seguito dall’inizio alla fine; questo particolare ordine alfabetico… il fatto che i primi 2 pezzi usciti come singoli siano proprio le prime 2 tracce dell’album… mi fa pensare che i Radiohead abbiano voluto portare avanti un discorso musicale ben preciso dal quale è impossibile estrapolare un singolo passaggio senza perdere parte della bellezza del tutto. Che quella “The Numbers” fuori posto voglia indicare come il discorso musicale sia più importante del messaggio dei singoli brani?

A Moon Shaped Pool” è sospeso tra vibrazioni rock e battiti elettronici, passaggi psichedelici e fraseggi acustici, e presenta una caratteristica inedita per i Radiohead: una presenza massiccia di archi (le cui parti sono state composte da Jonny Greenwood ed eseguite dalla London Contemporary Orchestra diretta da Hugh Brunt) che ricorda molto il lavoro solista di Greenwood, “There will be Blood“, e quello fatto dal chitarrista per la colonna sonore de “Il Petroliere” (diretto da Anderson, al quale è stata affidata la direzione del video di “Daydreaming“) e di “The Master” e “Norvegian Wood“.

A Moon Shaped Pool” ė la perfetta sintesi tra lo sperimentalismo dei precedenti album “Kid A” ed “Amnesiac” e la concisa forma canzone di “In Rainbow” e “Pablo’s Honey“, tra l’elettronica minimale che tanto piace a Thom Yorke e la sintesi rock-classica operata da Greenwood; è a mio modesto parere uno di quei grandi album capaci di utilizzare soluzioni estreme e tecniche sperimentali inglobandole all’interno di un discorso lineare e di brani di 5 minuti, capace di codificare segnali sparsi e difficilmente fruibili in una forma più “pop“; l’atmosfera che permea il lavoro è molto intima e spesso oscura (Thom Yorke si è recentemente separato dalla compagna Rachel Owen), “A Moon Shaped Pool” è un viaggio psichedelico ed introspettivo con una incredibile carica catartica; molti brani hanno una carica emotiva ed una forza impressionistica che mi hanno fatto pensare, in diversi momenti, ai Cure di “Pornography“, “Faith” e “Disintegration“… ma i rimandi e le suggestioni presenti in “A Moon Shaped Pool” sono molteplici, Yorke & company utilizzano svariati vocaboli presi dal dizionario del rock per costruire una nuova sintassi.
Radiohead - A Moon Shaped PoolIl disco si apre con un ritmo che rimanda all’Aphex Twin di “Girl\Boy“, una base musicale spigolosa e psichedelica, sostenuta dagli archi della London Contemporary Orchestra, sulla quale si innesta la voce calda ed evocativa di Thom Yorke, l’album prosegue tra sentori triphop, elettronica minimale, Autechre e Boards of Canada, krautrock e psichedelia, Nick Drake, Tim Buckley ed i Cure, sonorità che come già detto riportano a “Kid A” ed “Amnesiac“, suggestioni jazz e musica classica, Led Zeppelin e new wave…. “A Moon Shaped Pool” ė tutto questo e non è niente di tutto questo; il solo “difetto” di quest’album ė il “gia sentito” … ma questo è anche il suo pregio: costruire un discorso musicale assolutamente originale, operare una sintesi illuminata di elementi che di per sè non sono niente di nuovo ma che forgiati dalle fine menti di Yorke & Co. danno vita ad un album di una eterea bellezza che è anche una forte esperienza per lo spirito. Si esce strapazzati dall’ascolto di “A Moon Shaped Pool“, provati dalla forza lisergica delle tessiture musicali e dall’inquietante forza impressionistica del cantato di Thom York. Un grandissimo album che graffia l’anima e fa bene allo spirito.

I Radiohead sono tornati. Ci si chiedeva cosa avrebbero tirato fuori dal cilindro questa volta, se quello di “The King of Limbs” fosse solo un mezzo passo falso…. be’, spazzate via i dubbi e inserite fiduciosi il CD di “A Moon Shaped Pool” nel vostro lettore, mettetevi comodi in poltrona ed indossate le migliori cuffie che avete…. perché il primo ascolto di quest’album ė di quelli che non si scordano più!

Radiohead – “A Moon Shaped Pool”

Band/Artista: Radiohead
Album: A Moon Shaped Pool
Data Pubblicazione: 8 maggio 2016
Etichetta: XL
Produzione: Nigel Godrich, Radiohead.
Cover Art: Stanley Donwood

Tracklist – “A Moon Shaped Pool”

1-Burn The Witch
2-Daydreaming
3-Decks Dark
4-Desert Island Disk
5-Ful Stop
6-Glass Eyes
7-Identikit
8-The Numbers
9-Present Tense.
10-Tinker Tailor Soldier Sailor Rich Man Poor Man Beggar Man Thief”
11-True Love Waits

Line Up – “A Moon Shaped Pool”

Tom Yorke: voce,chitarra,pianoforte, tastiere
Jonny Greenwood: chitarra, tastiere, synth, pianoforte
Ed O’Brian: chitarra, cori
Colin Greenwood: basso, tastiere,synth

Altri Musicisti:

London Contemporary Orchestra
Hugh Brunt: Direzione Orchestra
Clive Beamer: seconda batteria su “Ful Stop

A Moon Shaped Pool” disponibile in copia fisica CD, LP e in digitale – link

 

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